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Suprema Borga Imperiale
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Riferimento: [24] [CLUB] Juventus
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Originariamente Inviato da tomlovin
Comunque io Pepe vorrei proprio capire CHI ha deciso che in carriera avrebbe fatto il centrocampista esterno o addirittura l'ala...
Minchia, ma ha il dribbling più inutile che io abbia mai visto. Finta, controfinta, rifinta e l'avversario è sempre là davanti, non l'ho mai visto saltare l'uomo una volta.E se non gli riesce con lo Shamrock figuriamoci in campionato.
E sotto porta è pure scarso all'inverosimile, per inquadrarla gli ci vuole un gps.
Perchè Del Neri non prova a riciclarlo come terzino, come successe in carriera a Zambrotta? La corsa ce l'ha, se impara a difendere potrebbe rivelarsi utilissimo...
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Di Livio c'ha costruito una carriera su una finta
a me quello che lascia perplesso è sapere quale folle abbia considerato Pepe una seconda punta, cioè corre tantissimo, ma c'ha due piedi...
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30/07/2010 - PREMILINARI DI EUROPA LEAGUE- ANDATA
La Juve d'Europa ritrova Amauri
Una doppietta del brasiliano schianta lo Shamrock Rovers
DUBLINO
La Juve comincia bene la stagione e va a riprendersi un pezzettino d'Europa a Dublino, contro i modestissimi irlandesi dello Shamrock Rovers. Due a zero il risultato nell'andata del terzo turno preliminare di Europa League. È stato Amauri il re della serata: doppietta, palo e una condizione brillante, che ha ricordato il campione di due stagioni fa. Bene anche Bonucci, Motta e Lanzafame, male Pepe. Più in generale, a parte la condizione dei nuovi (anche Martinez ha messo in mostra discreti spunti), la Juventus presente nella testa di Del Neri sta pian piano prendendo forma, ma il bozzolo è ancora lontano dallo schiudersi. Condizione fisica precaria, ma soprattutto una serie di equivoci tattici. Da Diego, attivo sì, ma terribilmente impreciso e velleitario e, soprattutto, per niente punta. Vedremo quando si aggiungerà alla compagnia anche Felipe Melo e quando Del Piero, entrato a nove minuti dalla fine, reclamerà con più forza il posto, con la concorrenza anche di Trezeguet e Iaquinta.
Dura tre minuti scarsi la resistenza dello Shamrock: Amauri riceve da Diego e infila con un tocco Mannus in uscita. La Juve prende subito il comando con Diego regista e tuttofare e Amauri unica punta. Che Diego non lo sia, si capisce al 17', quando entrato in area spara sulle tribunette del civettuolo stadio irlandese. Lanzafame alla mezzora costringe l'avversario a un salvataggio disperato. La pressione bianconera è continua, ma altrettanto sterile. Tocca a Pepe un minuto dopo sprecare di testa. I padroni di casa si affidano solo a qualche lancio lungo scontato e a un po' di calci d'angolo, ma la coppia Bonucci-Chiellini regge bene.
La ripresa comincia con un grosso brivido bianconero: colpisce di testa Murray e la palla sibila a mezzo metro da Storari. Lo Shamrock ci crede e prende coraggio: Turner tira dal limite ma dimostra solo i propri limiti. La Juve risponde in contropiede e Amauri è micidiale, ma il palo gli respinge il raddoppio. Altre due volte la Juve va vicinissima al gol, con una serpentina di Diego però troppo insistita e con Marchisio che si inserisce su un altro contropiede orchestrato da Amauri. L'uomo della serata si conferma Amauri, che schiaccia in rete alla mezzora un cross di Motta e mette al sicuro il risultato. Il brasiliano così allontana pure l'ombra di Dzeko, che non arriverà, dice Marotta. «È un grande giocatore - ha aggiunto il dg parlando della punta bosniaca - ma il Wolfsburg ha deciso di non venderlo. Krasic? È un esterno che ci farebbe molto comodo, faremo delle valutazioni». Marotta ha infine smentito che la Juve abbia fatto un'offerta all'Inter di 7,5 milioni di euro per il difensore Burdisso. A Modena il 5 agosto si prospetta poco più che una gita per il match di ritorno, in attesa che si faccia davvero sul serio
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La stampa parla sempre bene di Diego, se si possono sottolineare i difetti bene, i pregi possiamo anche tralasciarli.
Ah ma tanto Dzeko arriva oggi e quella di Marotta è tutta una tattica
Citazione:
30/07/2010 - PRELIMINARE D'ANDATA
La Juve d'Europa riparte da Amauri
Con la doppietta Amauri ha interrotto un digiuno di 161 giorni
Una doppietta del brasiliano manda ko lo Shamrock. Non segnava da 161 giorni, buona l'intesa con Diego
MASSIMILIANO NEROZZI
INVIATO A TALLAGHT
La magia del Trifoglio, lo shamrock che accompagna ogni leggenda d'Irlanda, delude i legittimi proprietari del marchio, ma porta benissimo ad Amauri, sistemandolo di nuovo sul pianeta pallone, ultimamente sconosciuto: la vince lui, sul tabellino e sul campo, buttando dentro dopo appena tre minuti l'assist di Diego, e nella ripresa un cross di Motta. A onor del vero, il tutto piuttosto comodamente, perché la combinazione con il brasiliano s'annoda in mezzo a una difesa da multa per divieto di sosta. E la zuccata, pur balzando bene in testa al difensore, non pareva impossibile. Oltre ai vegetali amuleti di queste terre, per l'ex carioca dev'essere un bel habitat anche l'Europa League, se l'ultimo gol, anzi due, li aveva segnati proprio in Coppa, ad Amsterdam contro l'Ajax, il 18 febbraio scorso. 161 giorni dopo, altra Era.
Qui ne ricomincia un'altra, e almeno l'epilogo è una vittoria: per il bel gioco, e la sua efficacia soprattutto, si dovrà attendere. Aspettando pure un avversario con altra corazza, perché quello annidato nel bel monolocale di Tallaght era davvero troppo friabile. Il fatto è che aveva ragione Gigi Del Neri, citando le non amichevoli finora giocare dalla Juve: rispetto allo Shamrock Rovers, con tutto l'affetto per gente che ci mette l'anima e il suo pubblico che applaude qualsiasi gesta, Amburgo e Olympique Lione erano di altro pianeta. Detto che la Juve ha sempre pilotato la partita, soffrendo solo un po' nel finale, contro gambe che hanno già macinato 22 partite di campionato, al capitolo risultato si poteva raschiare qualcosina di più.
Chiariamo, la qualificazione è blindata, e ci mancherebbe. Però, timbrato il gol, i bianconeri non sono riusciti ad assemblare altre serie occasioni, se non nella prima parte di ripresa, quando Amauri ha centrato il palo, sull'uscita del portiere nemico (14' st). E poi, s'intende, nell'affondo del raddoppio. Neppure l'ambiente era da agguato da antiche tribù di guerrieri, nonostante le tribune appiccicate al campo. Anzi, se si tralascia un molto poco irish «Juve vaff...», il clima era decisamente da picnic, con le colline verdi al posto delle curve e il chiosco delle salsicce dietro una delle porte. Il massimo della pressione la metteva la mascotte locale, Hooperman (dai cerchi delle maglie, Hoops), una specie di superman, verde ovviamente, che sbraitava a bordo campo.
Del Neri è partito con l'abito d'ordinanza: difesa e centrocampo a quattro, strettissimi, e Diego alle spalle di Amauri. Però «movimenti preordinati» molto da levigare, visto che i cambi di gioco uscivano spesso sbagliati e gli attacchi sulle corsie laterali funzionavano molto a intermittenza. Così le munizioni da sparare erano pochine: testa fuori di Pepe su punizione di Diego (15' pt) e fiondata fuori del brasiliano (17') con pallone finito dalle parti del barbecue.
La Juve va vicina al gol solo su pasticci della concorrenza, come quando viene deviato un tiro di Lanzafame e quasi ne esce un autorete (30'). Però s'intravede una difesa che potrà tappare anche attacchi più seri, costruita sull'accoppiata Bonucci-Chiellini: unico rischio, colpo di testa di Murray, di poco fuori. Dall'altra parte c'era solo Amauri, che prima del raddoppio, colpiva il palo. Gli applausi finali per Alex Del Piero, cui bastavano gli ultimi spiccioli e il nome per l'ovazione: per farla alla squadra, si dovrà aspettare.
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Oh, questo mi sembra un articolo posato che descrive la situazione della juve, positivo ma senza facili entusiasmi.
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30/07/2010 - RETROSCENA
Il Real vuole Amauri, Marotta
fissa il prezzo: 20 milioni
Mourinho vorrebbe Amauri al Real Madrid
Del Neri soddisfatto per il match con lo Shamrock: «Una buona Juve, ma ora niente illusioni»
MASSIMILIANO NEROZZI
INVIATO A TALLAGHT
Gigi Del Neri era salito in Irlanda soprattutto per razziare il risultato («volevo vincere», attacca subito), ma alla fine se ne va anche con altro: «A me è sembrata una buona Juve - spiega il tecnico - capace di giocare per quel che può di questi tempi, ma già in grado di soddisfare sia in fase difensiva che in quella offensiva». Anche se poi, lui è uno che insegue la realtà, non i sogni: «Stiamo bene, la squadra sta acquisendo la mentalità giusta, ma non dobbiamo farci troppe illusioni. Si deve migliorare poco per volta. Però sono molto contento per loro: segnare e vincere dà fiducia e autostima. Ora dobbiamo lavorare sulla forma fisica e sui meccanismi di squadra: vedo buone risposte dai ragazzi, e qui ho impiegato anche giocatori arrivati da poco in raduno che però hanno subito dimostrato buon affiatamento».
Nel primo passo della stagione non c'è spazio per le polemiche, se in passato lo sarebbero potuti diventare gli ultimi minuti sgranocchiati da Del Piero: «Alessandro è un giocatore della Juve, quindi ha le stesse chance degli altri di conquistarsi spazio in squadra». In serate come queste, meglio parlare delle cose che funzionano, come la difesa: «Non abbiamo concesso granché, anzi quasi niente, soprattutto a palla in movimento». Ma pure dell'altra parte, l'attacco, è soddisfatto: «Due reti le abbiamo fatte, un palo lo abbiamo colpito e qualche altra occasione mi sembra sia venuta fuori. Sono contento così».
Si tiene anche questo Diego: «E' riuscito ad andar via spesso, ha fatto quello che gli ho chiesto ed altro ancora saprà fare». Ci punterà, insomma: «Diego ha coraggio, tecnica e pure stavolta ha fatto cose importanti. Quello è il suo ruolo». Ha ritrovato gol e mestiere anche Amauri: «Ha segnato e sono felice, perché ne aveva bisogno. Per me non ha mai rappresentato un problema, ma un giocatore importante, che ha una forza d'urto impressionante. E' stata un'ottima serata e credo l'abbia meritata».
L'unico rischio è che ora lo impacchetti il Real Madrid, che ha sondato il club bianconero: a meno di 20 milioni non se ne parla neppure. Il diretto interessato proprio non ci pensa: «Adesso ci aspettano 90 minuti in casa, un bel vantaggio dopo questo risultato - dice l'ex brasiliano - e io sono molto contento: ho segnato una doppietta, ma soprattutto mi sento bene, come del resto è già in forma tutta la squadra. Grazie a Dio sono di nuovo al top e ho voglia di riscattarmi dopo una brutta stagione».
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20 milioni per un trentenne che viene da due stagioni non troppo brillanti imho è un prezzo altino, se il real accetta è davvero un colpaccio
Oggi è venerdì quindi ci tocca l'articolo di Moggi.
Citazione:
Juve, cedi Diego e molla Dzeko. Milan, un errore clamoroso! Inter, questo il mio giudizio sul mercato
30.07.2010 00.00 di Luciano Moggi articolo letto 20029 volte
Si apre l'ultimo mese di trattative, quello decisivo, nel quale verranno costruite le basi per la buona riuscita della prossima stagione. Attese al varco, seppure per motivi diversi, sono principalmente le tre grandi storiche del calcio italiano. La Juve, reduce da una delle peggiori annate della sua storia e desiderosa di un pronto rilancio. Il Milan, deciso nell'immergersi appieno nel nuovo corso Allegri ed ovviamente l'Inter. I nerazzurri sono chiamati a ribadire la loro leadership in Italia ed in Europa, anche se con il cambio di guida tecnica, l'impresa si preannuncia più difficile del previsto.
La Juventus resta l'enigma più insondabile di questi mesi di trattative. L'ultima voce è quella che accosta Burdisso ai bianconeri, anche se fatico a comprenderne l'effettiva utilità. L'argentino è un buon acquisto se si cerca di dare un po' di equilibrio in più alla difesa, mentre è del tutto inadeguato se l'obiettivo è quello di costruire una squadra in grado di competere ai massimi livelli. Non è un caso che l'Inter lo abbia scartato.
Sempre sui bianconeri, i dubbi più importanti li nutro per il reparto offensivo. Quaranta milioni, o spese simili per Dzeko, è un'assoluta follia. Allo stesso tempo, rinuncerei senza tanti patemi all'apporto di Diego. Anche se questo dovesse significare una minusvalenza a bilancio. Il brasiliano è totalmente inadatto al nostro calcio, dargli fiducia un'altra stagione sarebbe l'ennesima scommessa persa in partenza.
Passando al Milan, fatico a capire la genesi della decisione di tenere Gattuso. Se Rino è il giocatore che abbiamo visto lo scorso anno, non vedo a cosa potrebbe giovare la sua permanenza in rossonero. Credo che l'esempio di Fabio Cannavaro, richiamato lo scorso anno dalla Juventus, sia assolutamente paradigmatico in questo senso. I giocatori sul viale del tramonto vanno lasciati andare via, soprattutto se hanno contratti importanti a gravare sul bilancio.
Il mio applauso va invece all'Inter. I campioni d'Europa si stanno rafforzando con le operazioni sia in entrate che in uscita che stanno impostando.
Perdono Maicon e Balotelli, d'accordo, ma gli acquisti di Mascherano e Kuyt manterranno inalterato il livello tecnico e fisico della squadra. Anzi, a mio parere i nerazzurri uscirebbero addirittura rinforzati da questo giro di trattative, come già detto qualche settimana fa su Tuttomercatoweb.
Chi esce invece assolutamente demolito dagli avvenimenti degli ultimi giorni, è il presidente della Federazione Giancarlo Abete. E' evidente che il mancato invito alla stesura dei calendari, da parte della Lega, ai vertici federali sia da intendere come lo strappo definitivo tra le due parti.
Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo.
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Bell'articolo sulla juve, critiche banali e nessuna soluzione proposta.
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LE VELINEEEEEEEEE!!!!! /
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